Monthly Archives: febbraio 2011

Aiutiamolo

“Ne ho piene le scatole e non vedo l’ora di tornare a fare il cittadino privato” S. Berlusconi

Vi prego, aiutiamolo a realizzare il suo desiderio!

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La ricerca del consenso

L’altra sera, nel corso di un incontro pubblico, ho avuto la percezione di come alcuni partecipanti, collocabili – credo – in una area politico-culturale di sinistra e progressista (?), abbiano vissuto con fastidio la necessità, affermata da uno dei relatori, della ricerca del consenso per diventare forza di maggioranza e di governo.

Ora, possiamo discutere su come costruire e guadagnarci, noi, forze progressiste e di (centro)sinistra, il consenso, ma che addirittura ci si infastidisca e si contesti la sua necessità in un paese, mi si passi il piccolo dettaglio, ancora democratico come il nostro, beh, mi sembra francamente inverosimile.

Mi viene però qualche dubbio cattivello: che non si voglia continuare a fare, nella migliore delle ipotesi, testimonianza, casomai dei bei tempi che furono? o che non si pensi, nella peggiore delle ipotesi, di poter diventare maggioranza in virtù di una presunta superiorità etica, culturale e politica delle elites che dovrebbero riportare sulla retta via il popolo bue?

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Alcuni dati sulla spesa sociale italiana nel quadriennio 2008 – 2011.

La provocazione del deejay

Anche nel nostro circolo locale del pd si sta avviando la riflessione su identità, valori e basi fondative del partito. Ogni tanto faccio fatica a ragionare per “schemi” cultural-politici ampi e onnicomprensivi. E guarda caso in cosa mi imbatto? In questo post di Luca Sofri. Non mi interessano in questa sede le valutazioni su Renzi, sul suo modo di fare politica e tantomeno sulle sue idee (se ne ha), trovo però provocatoriamente interessante il discorso di fondo sulla possibilità di avere un deejay politico. Senza certezze ma solo per ragionare.

Questa scuola non è un albergo!

Scuola elementare di mio figlio. Ieri sera. Dopo assemblea di classe. Dialogo (sintetizzo) tra due genitori sul servizio mensa:
– genitore A: perchè ogni giorno non viene messo in cartella ai nostri figli un menù del giorno successivo con possibilità di scegliere tra 2 primi, 2 secondi e 2 contorni; così scegliamo e rimettiamo in cartella il menù con la nostra scelta che verrà “notificata” la mattina. Così si ridurrebbero gli sprechi in termini di cibo inutilizzato.
– genitore B (con un tono per la verità un pò arrabbiato): non è così che si evitano gli sprechi e soprattutto ricordiamoci che il momento della mensa fa parte del tempo scuola (per chi lo sceglie) e ha quindi un valore educativo
-genitore A (arrabbiato): ma se tutti ci lamentiamo dello spreco di cibo che c’è in questa scuola!
Segue brevissima e animata discussione che si conclude così:
– genitore A: e allora faccio bene a far mangiare mio figlio a casa!
E detto questo gira le spalle e se ne va.

Effetti indesiderati

Quello che più dispiace di tutta la vicenda del cosiddetto “Progetto sperimentale per premiare i docenti che si distinguono per un generale apprezzamento all’interno della scuola”, a causa delle sue tare inemendabili, è che rischia di porre un freno all’introduzione di un serio e condiviso progetto di valutazione di scuole, di dirigenti e, in ultimo, di insegnanti. La sua bocciatura (dopo Torino e Napoli, si sta aggiungendo Milano) è, giustamente, sonora. Ma la valutazione è una cosa ben più seria e importante di un semplice provvedimento finalizzato all’elargizione di regalie a pochi fortunati (fortunati?) e di un contentino al sistema scolastico pubblico tagliato e tartassato!
Rispetto alle guerre sante tra chi è pro e chi è contro (del resto, ormai, l’Italia sta morendo di tali guerre), mi sembrano molto più interessanti contributi come questo.

Sto arrivando!

forse