La provocazione del deejay

Anche nel nostro circolo locale del pd si sta avviando la riflessione su identità, valori e basi fondative del partito. Ogni tanto faccio fatica a ragionare per “schemi” cultural-politici ampi e onnicomprensivi. E guarda caso in cosa mi imbatto? In questo post di Luca Sofri. Non mi interessano in questa sede le valutazioni su Renzi, sul suo modo di fare politica e tantomeno sulle sue idee (se ne ha), trovo però provocatoriamente interessante il discorso di fondo sulla possibilità di avere un deejay politico. Senza certezze ma solo per ragionare.

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Commenti

  • Roberto Farotto  On 02/23/2011 at 10:47 am

    solo per continuare il ragionamento , secondo A.Battaglia “Fra crisi e trasformazione” pag.96 , un partito fra l’altro , dovrebbe :

    a) esprimere un proprio nucleo di ethos e di cultura capace di:
    – rappresentare un punto di riferimento apprezzato
    – produrre un progetto politico riconoscibile

    b) esprimere un leader capace di realizzarlo.

    Chiusa la citazione , il punto è come si passa dalla teoria alla pratica ? Cioè chi e come può realizzare questi obiettivi ? Un partito è composto di persone che operano volontariamente , quante risorse (tempo , denaro , organizzazione) sono necessarie ? ..etc. etc..
    Per chiudere e tornando ai nostri problemi , la mia opinione è che si debbano considerare anche aspetti concreti del partito : chi fa che cosa e come nel Pd a Novate ?

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