Che ne dite, va bene così?

Già da un po’ di giorni girano notizie a proposito degli ulteriori tagli (ultima tornata?) per la scuola pubblica e, in particolare, per la scuola primaria in Lombardia. Si parla di almeno 800 posti in meno nella sola Provincia di Milano. Questo ovviamente si tradurrà in un ulteriore ridimensionamento del tempo pieno, il fiore all’occhiello del modello di scuola elementare italiana: non tutte le richieste delle famiglie per tale opzione potranno essere soddisfatte, come del resto già era avvenuto l’anno scorso, con buona pace del ministro Gelmini.

Avevo da poco letto queste simpatiche notizie che, qualche sera fa, partecipo ad un Consiglio di Istituto della scuola frequentata dai miei due figli. Bene, anche in lì la Preside conferma le prime indiscrezioni riguardanti i tagli per il prossimo anno, aggiungendo che molto probabilmente quei dati aggregati significheranno, in media, due insegnanti delle primarie in meno per ogni scuola. Come se non bastasse, nel frattempo, altre fonti mi hanno riferito della probabile scomparsa degli specialisti di inglese.

Siamo nel campo delle ipotesi, degli scenari e delle indiscrezioni, ma sembrerebbero perfettamente coerenti con quanto prospettato nel 2008 dall’accoppiata Gelmini-Tremonti e puntualmente successo negli ultimi due anni.

Come se non bastasse, sempre nella riunione del Consiglio della “mia” scuola, veniamo informati della sempre più precaria situazione finanziaria dell’Istituto che, in base alla disponibilità di cassa attuale e dei prossimi mesi, deve iniziare a scegliere chi pagare: non ci sono risorse sufficienti a garantire il pagamento di tutti i debiti. Il che è paradossale in quanto le scuole come quella dei miei figli vantano crediti verso il Ministero dell’Istruzione di 200mila euro e più! Ed è anche possibile che lo stesso Ministero debitore decida con un colpo di spugna di cancellarli: chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.

Quasi per rassicurare noi poveri genitori e insegnanti consiglieri, ormai tramortiti da tutte queste belle notizie, ci viene detto che la nostra sarebbe ancora una situazione non particolarmente drammatica: per dirne una, in altre scuole i pagamenti dei supplenti sono bloccati. Da noi, per ora, no.

A fronte di tutto questo, molti genitori fanno ancora fatica a vederne gli effetti. Allora faccio qualche esempio: classi con 5, 6 o anche 7 insegnanti (alla faccia del maestro unico), compresenze ridotte al lumicino o inesistenti, sempre più classi divise in caso di malattia di un insegnante (i soldi per le supplenze, evidentemente, non ci sono), attività laboratoriali, uscite didattiche sempre più rare. In altre parole, una qualità della scuola sempre peggiore, e non certo per colpa degli insegnanti che cercano di tappare i buchi e tenere in piedi la baracca. Se poi tutto questo non bastasse, allora dico che, se si continua su questa china, il prezzo di tutto ciò lo pagheranno i nostri figli quando saranno grandi e si dovranno accorgere di essere dei cittadini di serie B. Va bene così?

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  • By Che ne dite, va bene così? « paolos on 04/04/2011 at 2:56 am

    […] Articolo Originale: Che ne dite, va bene così? « paolos Articoli correlati: W la scuola pubblica del tempo pieno! / La Sinistra in […]

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