I referendum, la rete e la sinistra

Che i referendum del 12 e 13 giugno prossimo non piacciano per niente a questa maggioranza e che, in particolare, non piaccia al suo massimo rappresentante quello sul legittimo impedimento, è ormai ampiamente e vergognosamente (per questa maggioranza e per il suo massimo rappresentante) provato. Prima hanno respinto l’ipotesi di un election day che accorpasse il voto sui referendum al voto amministrativo. Poi si sono inventati norme ad hoc e progetti di norme ad hoc, hanno reso dichiarazioni di vario genere variamente ridicole. Tutto per la paura che questa volta si raggiunga il quorum e vengano cassati in un colpo solo il nucleare italiano (uno dei punti qualificanti dell’azione di questo governo), la privatizzazione della gestione del servizio idrico e la norma sul legittimo impedimento (peraltro già  ampiamente depotenziata dalla Corte Costituzionale).

Aggiungiamoci il solito blackout televisivo-informativo e il quadro mi  sembra sufficientemente chiaro. Niente di nuovo sotto il sole dell’Italia ai tempi di B.

Quello che proprio non mi piace di una parte dei sostenitori del SI ai referendum (tra cui ci sono anche io) è l’uso strumentale di notizie che rischiano di trasformarsi in boomerang. Capisco che per qualcuno sono dettagli, ma la mail che sta girando in rete (personalmente l’ho ricevuta da almeno 3 persone differenti) a proposito di una presunta censura da parte della RAI per bloccare l’intervento di una esperta di diritto ambientale è il classico esempio di ciò che già in in altre occasioni ho umilmente segnalato come uno dei peggiori difetti dei “progressisti”: l’approssimazione e la scarsa credibilità. Prima di far partire un tam tam su una notizia, sarebbe buona cosa verificarne la fonte e la verosimiglianza e poi tenere conto di quanto dichiara colei che avrebbe dato il via al tam tam.

Ci saranno mille motivi (o anche uno solo) che hanno portato la Alberton a scrivere di “uso strumentale di una mia mail” e a chiedere “di non diffonderla ulteriormente“. Appunto, mille motivi (o anche uno solo) che però non è dato conoscere.

Allora, prima di partire lancia in resta e diffondere in rete  una notizia che forse (e dico forse) non è tale, pensiamoci su un attimo e evitiamo eventuali (e dico eventuali) autogol. Lo dico per due motivi. Il primo è che sono convinto che la rete sia un importantissimo strumento di informazione che non può e non deve essere ridotto ad un luogo di “notizie che non lo erano” (L. Sofri). Il secondo è che vorrei vedere la parte politica a cui appartengo diventare maggioranza nel paese, e se negli ultimi venti anni questa parte è stata quasi sempre minoritaria, le responsabilità sono in gran parte sue/nostre.

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