Monthly Archives: agosto 2011

Politicamente depresso

Alla fine di ogni estate, negli ultimi anni mi scopro sempre più deluso e politicamente depresso per quanto vedo e leggo a proposito del PD.

Pensavo che l’estate 2010 fosse stata il top da questo punto di vista, tra dichiarazioni a ruota libera sulle alleanze, su sistemi elettorali da riformare, su lettere di Uolter direttamente recapitate ai maggiori quotidiani e così via enumerando. Praticamente chiacchiere in libertà!

Pensavo che fosse stata il top … Ma l’estate 2011 si colloca nettamente più avanti in classifica! Alleanze, sistemi elettorali e lettere di Uolter ci sono sempre, in più c’é … tutto il carico aggiuntivo che sappiamo. E dire che con la scorsa primavera qualche bel risultato l’avevamo raggiunto (sebbene, in certi casi, di risulta) e, prima ancora in autunno, dei passi verso la delineazione di un progetto erano stati fatti.

Niente, non c’è niente da fare: la coazione a ripetere – gli errori, ovviamente – è più forte di tutti i venti di cambiamento, di tutte le manovre finanziarie che sarebbe facilissimo impallinare senza tentennamenti, di tutto insomma.

Il punto è che, in alternativa al PD, c’è il vuoto, la demagogia e i narratori più o meno raffinati. E allora? Boh, visto il mio stato di depressione politica, per ora sto a vedere cercando nel mio piccolo di smuovere la palude. Come si dice dalle mie parti: mo’ vediamo …

Nel frattempo, giusto per rimanere in tema, segnalo questo bellissimo pezzo apparso oggi sulla prima pagina di Repubblica. Allevia la solitudine e … accresce la depressione!

PS: nel frattempo provo a consolarmi anche leggendo Il midollo del leone e In nessun paese

Link for 2011-08-27

Gli ossessionati dalla FIAT | Stefano Menichini

Un post psicanalitico

Ieri ho letto questo post di Pippo Civati (di cui, ovviamente, consiglio vivamente la lettura) e, come spesso mi accade leggendo i suoi commenti, mi si riattizzano dubbi rispetto al pd.

Siccome la visione di cui Pippo parla, e che io ovviamente condivido al 100×100, fa molta fatica a manifestarsi anche nel nostro partito, mi interrogo sulla compatibilità di certe idee con quelle dei vertici del partito. Anche se nell’ultimo anno qualcosa si è mosso, chissà perchè soprattutto in estate (come un cagnolino affetto da sindrome da abbandono?) mi prende lo sconforto e, anche partendo dalla mia esperienza all’interno del pd locale, mi pongo dubbi e domande da psicanalista tipo: ma chi me lo fa fare? ne vale la pena? che ruolo c’è all’interno del partito? E via di questo passo.
Comunque poi prevale il “Resistere, resistere, resistere” … per ora …

“Privilegi di casta”

A proposito di tagli e sacrifici “richiesti” per affrontare e superare la pesante crisi che stiamo attraversando, uno degli argomenti più dibattuti in rete e non solo riguarda il contributo che potrebbe (dovrebbe) venire dalla Chiesa Cattolica.

Mi aggancio prendendo spunto da una segnalazione di Marco che a sua volta riprende questo post pubblicato su fb. Ho letto il volumetto dell’Avvenire di cui si consiglia la lettura e dove si contestano le accuse di Curzio Maltese alla Chiesa per i privilegi di cui gode e/o godrebbe.

Secondo me ci sono due questioni fondamentali che vanno tenute ben distinte. La prima riguarda la veridicità e l’attendibilità delle accuse di Maltese. A questo proposito, su un piano generale che va oltre Maltese stesso, sono assolutamente convinto che esista un problema di credibilità e affidabilità di un certo giornalismo (e non solo) di sinistra; le mezze verità e le bugie conclamate non fanno bene alla causa, anzi, rischiano di ritorcersi contro. Lo ha detto qualcuno ben più qualificato del sottoscritto parlando di democrazia e informazione: “smettiamo di parlare a vanvera”.

La seconda questione invece attiene al merito. Al di là di inesattezze, bugie e mezze verità, (mi) chiedo: se tutti devono fare la propria parte, è giusto o no che anche la Chiesa faccia la sua, a maggior ragione in tempi di vacche magrissime? E’ giusto o no che si vada a rivedere il regime, del resto quanto meno ambiguo, dell’esenzione ICI per gli immobili della Chiesa? E’ giusto o no tagliare indiscriminatamente i fondi per la scuola pubblica e non toccare quelli destinati alle paritarie (di cui le scuole “cattoliche” fanno parte anche se non in via esclusiva)? E’ giusto o no il criterio di ripartizione del 8×1000 che equipara una dichiarazione dei redditi ad un referendum o ad una consultazione elettorale (a essere maligni, ma nemmeno troppo, si potrebbe dire che si tratta di una equiparazione ad un sondaggio)? E’ giusto o no che italiani che lavorano in società con sede in Vaticano, anche se la loro sede di lavoro è in Italia, non paghino l’IRPEF?

Ecco, tutto qui: una vile e semplice questione di soldi a cui mi sembra che né il volume dell’Avvenire da cui tutto è partito né le gerarchie ecclesiastiche diano risposte esaurienti e controdeduttive: non tanto rispetto al libro di Maltese, quanto rispetto alle perplessità di una parte degli italiani che mi sembra più che legittimamente, come si dice, pongono la questione. O si tratta sempre e solo di pochi anticlericali laicisti etc etc mossi da puro furore ideologico? Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano i miei amici cattolici del PD, casomai anche con una consultazione tra i suoi elettori, come suggerisce Gilioli.

Certo, poi è assolutamente vero che di privilegi di casta il nostro paese è pieno. Ma da questo punto di vista si sfonda una porta aperta: metà parlamentari a metà prezzo, abolizione delle provincie (a proposito, il PD, il mio partito, dove è?), patrimoni mobiliari e immobiliari esentasse o giù di lì (passare dal mobile all’immobile non è proprio possibile, eh?), revisione del sistema pensionistico (anche qui, il PD, il mio partito, cosa dice?). Ma mi sembra che i più avveduti tra coloro che chiedono un piccolo sforzo anche alla Chiesa non abbiano perso di vista queste altre questioni. Io sicuramente no!