“Privilegi di casta”

A proposito di tagli e sacrifici “richiesti” per affrontare e superare la pesante crisi che stiamo attraversando, uno degli argomenti più dibattuti in rete e non solo riguarda il contributo che potrebbe (dovrebbe) venire dalla Chiesa Cattolica.

Mi aggancio prendendo spunto da una segnalazione di Marco che a sua volta riprende questo post pubblicato su fb. Ho letto il volumetto dell’Avvenire di cui si consiglia la lettura e dove si contestano le accuse di Curzio Maltese alla Chiesa per i privilegi di cui gode e/o godrebbe.

Secondo me ci sono due questioni fondamentali che vanno tenute ben distinte. La prima riguarda la veridicità e l’attendibilità delle accuse di Maltese. A questo proposito, su un piano generale che va oltre Maltese stesso, sono assolutamente convinto che esista un problema di credibilità e affidabilità di un certo giornalismo (e non solo) di sinistra; le mezze verità e le bugie conclamate non fanno bene alla causa, anzi, rischiano di ritorcersi contro. Lo ha detto qualcuno ben più qualificato del sottoscritto parlando di democrazia e informazione: “smettiamo di parlare a vanvera”.

La seconda questione invece attiene al merito. Al di là di inesattezze, bugie e mezze verità, (mi) chiedo: se tutti devono fare la propria parte, è giusto o no che anche la Chiesa faccia la sua, a maggior ragione in tempi di vacche magrissime? E’ giusto o no che si vada a rivedere il regime, del resto quanto meno ambiguo, dell’esenzione ICI per gli immobili della Chiesa? E’ giusto o no tagliare indiscriminatamente i fondi per la scuola pubblica e non toccare quelli destinati alle paritarie (di cui le scuole “cattoliche” fanno parte anche se non in via esclusiva)? E’ giusto o no il criterio di ripartizione del 8×1000 che equipara una dichiarazione dei redditi ad un referendum o ad una consultazione elettorale (a essere maligni, ma nemmeno troppo, si potrebbe dire che si tratta di una equiparazione ad un sondaggio)? E’ giusto o no che italiani che lavorano in società con sede in Vaticano, anche se la loro sede di lavoro è in Italia, non paghino l’IRPEF?

Ecco, tutto qui: una vile e semplice questione di soldi a cui mi sembra che né il volume dell’Avvenire da cui tutto è partito né le gerarchie ecclesiastiche diano risposte esaurienti e controdeduttive: non tanto rispetto al libro di Maltese, quanto rispetto alle perplessità di una parte degli italiani che mi sembra più che legittimamente, come si dice, pongono la questione. O si tratta sempre e solo di pochi anticlericali laicisti etc etc mossi da puro furore ideologico? Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano i miei amici cattolici del PD, casomai anche con una consultazione tra i suoi elettori, come suggerisce Gilioli.

Certo, poi è assolutamente vero che di privilegi di casta il nostro paese è pieno. Ma da questo punto di vista si sfonda una porta aperta: metà parlamentari a metà prezzo, abolizione delle provincie (a proposito, il PD, il mio partito, dove è?), patrimoni mobiliari e immobiliari esentasse o giù di lì (passare dal mobile all’immobile non è proprio possibile, eh?), revisione del sistema pensionistico (anche qui, il PD, il mio partito, cosa dice?). Ma mi sembra che i più avveduti tra coloro che chiedono un piccolo sforzo anche alla Chiesa non abbiano perso di vista queste altre questioni. Io sicuramente no!

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Commenti

  • Champ  On 08/23/2011 at 1:55 am

    Il mio post è chiarissimo: prima di ripetere a pappagallo quanto scritto in quel libro, sentite l’altra campana (ops) e evitate figuracce. Soldi alle paritarie a parte (ogni euro in meno a loro costano al sistema 4 o 5 euro a seconda dell’ordine di scuola) su tutti gli altri punti concordo con te.

    E anche su molti altri sollevati anche da Maltese. Per esempio io non pagherei mai lo stipendio a docenti sui quali non posso mettere becco.

    • paolosciurba  On 08/23/2011 at 2:59 am

      Sei stato chiaro ma, forse, non chiarissimo. Riconoscerai pure che si possano mettere in discussione anche i privilegi, quelli veri ovviamente, di una parte A) senza che ciò venga giudicato come “ripetere fregnacce a pappagallo” e B) senza dimenticarsi di altri privilegi da scalfire? Perché la tua conclusione non mi sembra molto chiara; o sono io che faccio dietrologia?
      Comunque il mio post parla, seppur di volata, anche di altri privilegi da scalfire e rispetto ad alcuni dei quali mi piacerebbe sentire dai dirigenti del nostro partito posizioni chiare, o anche solo delle posizioni 😉

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