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Ma ci sono o ci fanno?

L’ accordo sulla riforma elettorale, a mio parere, è l’esemplificazione di quello che la classe dirigente dei maggiori partiti italiani è in grado di produrre oggi: il nulla nella migliore delle ipotesi, pasticci e porcherie nella peggiore.

Se dovesse mai arrivare in porto per come è descritta oggi sui giornali, siamo di fronte ad un maialinum (definizione civatiana), il cui unico scopo sarebbe parare il culo a ABC (di più ad A e C, meno a B).  Se, come spero, verrà modificata (ma qui ci vorrebbe uno stravolgimento) resta un problema grosso come una casa: il tentativo iniziale è l’ennesimo segnale, l’ennesima giustificazione della distanza intergalattica che separa i cittadini dai partiti. E poi chi è che alimenta l’antipolitica? Anzi, chi è che fa antipolitica?

Una domanda ai dirigenti del Pd per concludere: ma abbiamo sostenuto (l’abbiamo sostenuta, vero?) la richiesta di referendum abrogativi del porcellum per poi partorire questa schifezza? Così, giusto per sapere.

PS: una delle chicche dell’accordo è l’ “avvio del superamento del bicameralismo perfetto”. Ma mi faccia il piacere!